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comuneNella riunione della conferenza dei capigruppo del 28 marzo si è deciso di calendarizzare la seduta del consiglio comunale di giovedì 31 marzo senza che venissero rispettati i tempi ordinari di convocazione. Questo può avvenire esclusivamente nei casi di urgenza, secondo quanto stabilito all’art. 43 del Regolamento del Consiglio comunale. Ma non vi è alcuna urgenza di approvare la revisione del regolamento delle Consulte, né politica né amministrativa.

La sola urgenza che ravvediamo è legata alla, fortunatamente ultima, possibilità dei consiglieri comunali di rimanere collegati a distanza e continuare a votare, molto spesso nascosti dietro telecamere spente, provvedimenti importanti per la città, come già è stato, ultimi in termini temporali, per la variante al PGT e il bilancio preventivo
Evidentemente questa è la cifra distintiva dell’attuale maggioranza, che continua a forzare le regole di funzionamento dell’istituzione consigliare, senza farsi scrupolo alcuno sulle conseguenze che ciò comporta.
Noi siamo fortemente contrari a questo modo di governare i lavori d’aula; ancor più contrari se, questo è quanto sta avvenendo, procedere con tali forzature comporta l’impossibilità dichiarata di partecipare alla seduta da parte di una consigliera, che ha proposto emendamenti all’oggetto in discussione. Emendamenti di buon senso, peraltro.

Come di buon senso sono gli emendamenti che abbiamo presentato e con i quali abbiamo cercato di intervenire su una proposta di revisione del regolamento che rischia di svuotare le consulte rendendole uno strumento formale e non un organismo effettivo di partecipazione. Questo si somma all’approssimazione, probabilmente voluta, con la quale si è affrontato l’intero processo di revisione del regolamento delle consulte.

Processo di revisione che, secondo l’art. 14, avrebbe dovuto passare – ma nulla di tutto ciò è avvenuto – per una “raccolta sistematica e organizzata dei contributi delle consulte” e di una verifica del Regolamento in vigore nella Commissione consigliare competente.
È chiaro, da quanto sta accadendo che questa maggioranza e questa amministrazione non hanno interesse alcuno a favorire la partecipazione reale, né delle consulte, né del consiglio comunale alla vita politica della nostra città.
Quale forma di opposizione e prima ancora di rifiuto di questo modo di procedere, che non ha ragione alcuna se non la volontà di prevaricazione, non abbiamo partecipato alla seduta di giovedì. Abbiamo dunque lasciato questa maggioranza a votare una revisione del regolamento che svilisce il ruolo e le funzioni delle consulte. Regolamento che – questa è uno dei tanti impegni che ci sentiamo di prendere con i cittadini monzesi – andremo a cambiare, insieme a molti altri provvedimenti che questa amministrazione ha approvato. ù

Da ultimo. Non servirebbe, ma di questi tempi è utile affermarlo: abbiamo inviato formale comunicazione con la quale chiederemo di non percepire il gettone di presenza per questa seduta – triste, purtroppo non solitaria, ma speriamo final – di questa consigliatura.

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