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"Si pone la fiducia perché si ha paura che la maggioranza del Parlamento possa esprimersi liberamente, secondo la propria coscienza". Questa è stata l'amara constatazione di Marco Minniti, responsabile della Sicurezza del Pd, durante il suo intervento in Aula di Montecitorio dove, oggi il governo ha ottenuto la fiducia su tre maxi-emendamenti che "salvano e blindano" il ddl sicurezza dal fallimento.

L'esame del disegno di legge è stato suddiviso in tre parti: sull'immigrazione, sulla mafia e sulla sicurezza urbana. Il primo voto di fiducia ha registrato 316 voti favorevoli contro 258 contrari. IL secondo voto ha ottenuto 315 sì contro 247 no e infine, nel terzo scrutinio, 315 i voti favorevoli e 237 quelli contrari.

maroni-sicurezza-immigrazioneQuindi via libera alle ronde, al reato di immigrazione clandestina, ai figli fantasmi e a tutte quelle norme che hanno inasprito il dibattito politico e hanno sollevato non pochi dissensi all'interno della stessa maggioranza, troppo legata alle decisioni "dure" della Lega.

Alle voci dell'opposizione si è aggiunta anche quella critica della Cei, che per bocca di padre Gianromano Gnesotto, direttore dell'Ufficio per la pastorale degli immigrati ignora l'obiettivo dell'integrazione. "Di fatto il grande tema che viene tenuto sotto silenzio di questo ddl è proprio l'importante tema dell'integrazione, dell'inserimento nella società per ottenere il quale sono prioritarie le strategie della tutela dell'unità familiare, dei ricongiungimenti familiari, dei minori tutelati".

"Il grande tema - ha proseguito Gnesotto - che viene messo a lato da questo provvedimento è quello dell'integrazione perché il pacchetto sicurezza non parla di questo e non avrà gli effetti propri di una società che vuole essere integrata".

C'è, dunque, una forte preoccupazione per i cosiddetti "bambini invisibili". "Non è vero come si dice - ha dichiarato padre Gnesotto - che c'è un permesso automatico dato alla madre clandestina in attesa del figlio e poi per i primi sei mesi dalla nascita perché questo va richiesto e quindi si possono trovare bambini che vengono registrati da parte dell'ostetrica o dei servizi sociali ma è una modalità prevista per chi non vuole riconoscere il proprio figlio o intende abbandonarlo che non è il caso delle donne immigrate". Secondo il sacerdote "tutto questo porterà conseguenze veramente difficili, ma già il fatto stesso che la madre del bambino si trovi nella condizione di non poterlo registrare pone un problema forte".

Per Marco Minniti "questa non è la solita fiducia. Per la prima volta in quest'Aula si pone la fiducia perché si ha paura che la maggioranza di questo Parlamento possa esprimersi liberamente. Signor Presidente, trovo assai singolare che un partito che si chiama Popolo della Libertà abbia paura della libertà di coscienza dei suoi parlamentari".

"Dopo lo scacco della legge Bossi-Fini - ha continuato Minniti - ci sarebbe stato bisogno di un disegno sull'immigrazione, di un nuovo progetto organico, e invece abbiamo delle piccole misure che hanno soltanto un'idea di fondo, cioè quella di considerare l'immigrazione come una questione di ordine pubblico, anzi come una questione criminale. Il reato di immigrazione clandestina, l'impossibilità dei ricongiungimenti familiari, l'impossibilità di riconoscere i figli, la tassa sul permesso di soggiorno: si tratta di un agghiacciante sonno della ragione e non c'entra nulla la lotta contro la clandestinità. La verità è che questo non è un disegno di legge contro la clandestinità,è un disegno di legge per rendere impossibile qualunque politica di integrazione.

"Io penso che la politica sull'immigrazione che sta facendo il governo è una politica sbagliata, che cavalca la paura, cavalca le fobie provocando effetti opposti di quelli che si prevedono. Ad esempio prevedere che l'immigrazione clandestina diventi reato penale significa riempire le carceri, favorire il rapporto tra immigrati e criminalità e rendere più difficile il rimpatrio di questi clandestini". Così Piero Fassino, responsabile degli Esteri per il Pd, intervistato dalle telecamere di Youdem.

"È una sciocchezza il reato di immigrazione clandestina, come è inaccettabile che medici ed insegnanti debbano denunciare, così come è ancora più assurdo che un bambino immigrato clandestino non possa essere iscritto all'anagrafe. Mischiare tutte le carte assieme è proprio il sistema con cui la destra rende irrazionale l'agenda sicurezza" ha concluso la breve intervista davanti ai cronisti.

Intervenendo in Aula nelle dichiarazioni di voto, Marina Sereni ha ribadito: "la preoccupazione che vi muove è quella mostrare la faccia feroce con gli immigrati, di cavalcare l'inquietudine che serpeggia nelle nostre comunità, di fare un altro po' di propaganda per evitare che qualcuno vada a vedere i numeri veri e i risultati concreti della vostra azione di Governo. Cercate alibi per nascondere che gli sbarchi di immigrati sono raddoppiati in un solo anno da quando siete voi al Governo. Cercate alibi per nascondere la vostra incapacità di dare risposte vere ai disoccupati, ai cassintegrati, ai giovani del Sud, ai piccoli imprenditori che avete lasciato soli di fronte alla recessione e alla crisi economica in atto. Cercate alibi per nascondere che non avete trovato i soldi per ricostruire le case distrutte dal terremoto dell'Aquila".

"State costringendo il Parlamento a vivere un altro passaggio umiliante e state scrivendo una pagina davvero brutta della vita delle nostre istituzioni. Le vicende di queste settimane e le vostre proposte sull'immigrazione stanno producendo l'isolamento internazionale del nostro Paese. Vi sembra normale? - si è chiesta Sereni, aggiungendo con questo disegno di legge si allarga l'area dell'irregolarità - introducendo il reato di immigrazione clandestina, impedendo i ricongiungimenti familiari, creando ostacoli nell'iscrizione all'anagrafe dei minori, spingendo nell'illegalità quegli immigrati che lavorano, hanno una famiglia, pagano un affitto o magari vivono a casa di un nostro anziano e che però non hanno avuto la fortuna di vincere la lotteria del rinnovo del permesso di soggiorno".

A.Dra

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