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comuneLo scorso lunedì 5 dicembre il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento per la disciplina dell'erogazione di interventi e servizi sociali dei Comuni dell'Ambito Territoriale di Monza. Un Documento politico-amministrativo che rappresenta la visione del welfare del nostro comune e risponde alle domande di bisogno dei nostri cittadini che oggi vivono in un sistema dove la struttura sociale è in continuo e costante mutamento.

Un regolamento che è figlio di una progressiva applicazione di linee guida che hanno regolato l'attività del settore fino ad oggi. (questa non è la revisione di un vecchio regolamento perché di fatto non è mai esistito). È il frutto di un lungo lavoro collettivo, voluto dall'assemblea dei sindaci dell'ambito di Monza, Brugherio e Villasanta in qualità di organismo di indirizzo politico e che è stato condiviso attraverso il tavolo di sistema. Contiene le schede tecniche dei vari servizi forniti con le modalità di accesso e di erogazione, in un insieme di norme che servono a disciplinare le attività di questo settore. Un regolamento che non è solo a tutela e imparzialità dei trattamenti dati ai cittadini, che sanno così cosa chiedere e come chiederlo, ovvero quali sono i loro diritti, ma anche di tutela nei confronti degli operatori in quanto stabilisce in modo chiaro quali sono i confini entro i quali possono operare. È di facile interpretazione con 19 interventi disciplinati di cui 17 omogenei per ambito. Questa piccola differenza sta nel fatto che alcuni comuni hanno ritenuto di dover mantenere alcuni servizi come ad esempio quello dei trasporti. Un documento che ci auguriamo tutti, possa essere il primo passo verso la realizzazione della nostra carta dei servizi. La proposta di delibera è stata votata favorevolmente da tutti i presenti ad esclusione della Lega Nord che si è astenuta.

Un idea che nasce due secoli fa dall’esigenza di eliminare, o limitare, le disuguaglianze tra i cittadini di uno Stato, per fornire servizi e garantire diritti essenziali per un tenore di vita accettabile alle classi svantaggiate: parliamo di assistenza sanitaria, istruzione e accesso alle risorse culturali, diritti del lavoro, pensioni, sostegno contro la povertà, integrazione, il tutto con una declinazione individuale del concetto di assistenza collettiva. Funzionava così: quando avevi bisogno, lo Stato interveniva.

Attraverso la storia questa declinazione si è via via modificata in un universo di diritti esercitabili non solo in caso di bisogno, ma per tutti, sempre.

Nell'evoluzione storica dei servizi erogati dai comuni, spiccano attività che hanno vissuto una fase di espansione economicamente rilevante fino ad impegnare risorse di bilancio molto importanti, che sono state veicolate a finanziare la voce dei cosiddetti servizi a domanda individuale. Servizi che trovano classificazione nel dm del 31 dicembre 1983, che prevede che i comuni sono tenuti a definire l'elenco di tutti i servizi pubblici a domanda individuale e che si definiscono servizi pubblici a domanda individuale tutte quelle attività gestite direttamente dall’ente, che siano poste in essere non per obbligo istituzionale, che vengono utilizzate a richiesta dell’utente e che non siano state dichiarate gratuite per legge nazionale o regionale. Nasce cosi il contenitore sociale dove la città, che è la forma di governo più vicina ai cittadini, esprime e rappresenta il suo grado di attenzione nei confronti dei bisogni dei cittadini stessi. E veniamo così al nostro documento che è figlio di una progressiva applicazione di linee guida che hanno regolato l'attività del settore fino ad oggi.

Il risultato è un documento che si compone di due parti dove la prima riguarda specificatamente gli indirizzi politici dove sono declinate le finalità e gli obiettivi che sono la vera essenza di questo documento e che ci consegnano una visione della città improntata sul principio delle pari opportunità e della coesione sociale. La seconda contiene le schede tecniche dei vari servizi erogati con le modalità di accesso e di erogazione in un insieme di norme che servono a disciplinare le attività di questo settore. Quello che non è, è che non deve essere interpretato come la legge delle prestazioni ma come un documento implementabile e non esaustivo delle prestazioni erogate. Ci sono infatti altri tipi di intervento erogati dai servizi, non contemplati dal regolamento e che non rientrano quindi tra le prestazioni soggette alla presentazione del certificato Isee.

Detto questo mi guardo bene dall'entrare nello specifico delle singole voci e mi limito a richiamare l'attenzione su alcuni servizi che meritano una particolare considerazione in quanto segnali importanti di attenzione e di risposta al mutamento sociale di questi anni e che sono: servizio spazio neutro - incontri protetti, uno spazio sicuro e accogliente per favorire gli incontri tra minore e famiglia, nei casi di evidente conflittualità, e questo sotto la supervisione di operatori qualificati, il buono sociale per prestazioni rese da Care Giver familiari, strumento previsto fino ad oggi come contributo per la sola assunzione di badanti.
L’Italia è l’unico Paese europeo a non avere ancora norme a sostegno dei caregiver familiari ossia di coloro che si curano in ambito domestico di familiari non autosufficienti a causa di severe disabilità, figure sulle quali si poggia buona parte del welfare italiano. L'introduzione di questa figura, peraltro già riconosciuta in alcuni casi a livello Regionale, certifica la sensibilità sociale di chi nel nostro comune si occupa di queste tematiche.
Allegato a questo regolamento abbiamo una tabella calcoli dove sono disciplinate le fasce Isee e che riporta i valori che vengono definiti annualmente con provvedimento della giunta comunale in fase di approvazione del bilancio. A seguire il regolamento dei servizi andiamo ad approvare anche il nuovo regolamento Isee (nuovo perchè recepisce un decreto del consiglio dei ministri del 2013 che modifica in maniera sostanziale il vecchio regolamento Isee, in vigore fino a al 2014) che tocca il tema della compartecipazione alla spesa.
Lo stesso dm del Dicembre 2012 prevede inoltre che i Comuni sono tenuti a definire, non oltre la data della deliberazione del bilancio, la misura percentuale dei costi complessivi di tutti i servizi pubblici a domanda individuale e che per detti servizi i comuni, sono tenuti a richiedere la contribuzione degli utenti, anche a carattere non generalizzato. In questo contesto l’Amministrazione valuta, in relazione alle disponibilità di bilancio, la quota parte di esso finanziabile con risorse comunali e quella residua da porre direttamente a carico dell’utenza, definita anche in relazione alla capacità economica del soggetto mediante presentazione dell’ISEE. Riuscire oggi a garantire un accettabile equilibrio sociale ed economico tra il soddisfacimento della domanda di servizi avanzata dal cittadino e il costo posto a carico dell'utente, assume un'importanza davvero rilevante e questo cercando di proteggere il più possibile il sociale, un settore questo nel quale assistiamo ogni giorno ad un notevole incremento delle domande di intervento - spinte dall'incremento della povertà - domande che si indirizzano sempre più ai servizi sociali dei Comuni, da tempo dotati di risorse assai contenute. Ed è un incrocio molto pericoloso quello che si determina tra la riduzione di una già contenuta spesa pubblica e la forte crescita delle domande. Un campanello d'allarme che sono sicuro interesserà in modo trasversale tutte le forze presenti in quest'aula. Chiudo con un doveroso riconoscimento per l'ottimo lavoro svolto da tutte le persone che hanno contribuito alla stesura di questo documento, dall'assessore competente Bertola che l'ha promosso e sostenuto, ai nostri tecnici comunali, che hanno dimostrato ancora una volta grande competenza e professionalità e con un ringraziamento ai colleghi commissari che hanno condiviso un importante percorso attraverso diverse riunioni di commissione alle quali hanno partecipato in maniera propositiva con osservazioni e interventi che hanno dato valore aggiunto alla stesura di questo documento conclusivo. Un documento che ci auguriamo tutti, possa essere il primo passo verso la realizzazione della nostra carta dei servizi.

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