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dario alleviParcheggiare a Monza? Sarà ancora più difficile. La giunta Allevi, infatti, ha aumentato dal 30 al 50% le tariffe dei parcheggi in tutta la città. Giusto per fare degli esempi: i costi orari passeranno da 1 euro a 1,50 o da 0,80 a 1,20 euro. Provvedimento, peraltro, figlio di una delibera di giunta e senza passaggi in consiglio. Il sindaco Allevi sembra essersi dimenticato della campagna elettorale, quando prometteva la prima mezz'ora di sosta gratuita.

reggiamonzaLa notizia dell’avvenuta chiusura del ristorante in Villa Reale non fa che confermare le nostre preoccupazioni: stiamo assistendo a un progressivo declino della Reggia, che pare non interessare al Sindaco di Monza, che è anche presidente del Consorzio di gestione del Parco e della Villa. Persi i grandi concerti e con un programma di mostre modesto e del tutto inadeguato ad attrarre un numero di visitatori significativo, è ormai chiaro che lo slancio impresso negli scorsi anni dopo la riapertura del corpo centrale e la valorizzazione degli appartamenti reali, si è completamente esaurito. Logico che a soffrirne sono le attività di carattere commerciale collegate. Nella speranza che il rapporto con Triennale Design Museum, ospitato negli spazi del Belvedere, prosegua anche dopo la scadenza del contratto prevista per quest’anno e non segua il destino delle altre attività.

comuneI lavori del Consiglio Comunale dell’anno 2018 sono iniziati sotto i peggiori auspici. La prima seduta del 15 gennaio ha infatti visto un esponente della Lega Nord, Alberto Mariani, esprimere in un intervento tutta l’intolleranza, la tracotanza e l’accidia possibile nei confronti di una comunità cristiana del nostro territorio che si è “macchiata” di aver esposto presso la Chiesa di Regina Pacis la bandiera della Pace e delle fotografie di persone straniere in difficoltà, nell’intento di suscitare riflessioni e meditazioni sull’urgenza della pace nei nostri giorni e nei nostri luoghi, nonché della realizzazione della pace stessa a partire da tutte le situazione di fragilità umana che incontriamo nelle nostre strade.

comuneL'anno nuovo ha portato con sé una grande novità per il nostro gruppo consigliare: Antonio Marrazzo, che è stato il consigliere più votato in città, ha rassegnato le proprie dimissioni.

Ex Borsa

Venerdì 15 dicembre, in piazza Roma, ai piedi dell’Arengario, si è svolta una manifestazione organizzata da genitori e studenti del Liceo artistico Nanni Valentini. Oggetto della manifestazione: la ristrutturazione dell'edificio ex Borsa, l'ala della Villa Reale lungo via Boccaccio, che ospitava aule e laboratori del liceo artistico. L'edificio ex Borsa, crollato parzialmente nel 2011, fu conseguentemente dichiarato inagibile, dando luogo a una situazione di grave difficoltà per gli studenti e il personale del Liceo.  

Diciamo le cose come stanno! Ecco la nostra risposta agli attacchi e alle bugie di Allevi, nella lettera che Egidio Longoni ha inviato alla città.

metropolitana m5Per il sindaco Dario Allevi il prolungamento della metro 5 a Monza è anche un prolungamento delle motivazioni della giunta Scanagatti. Ma con un percorso diverso. Già. Nonostante la nuova variante – denominata variante D o variante Allevi – che si discosta, ancora senza un vero motivo, dal percorso previsto soltanto lo scorso giugno dalla giunta Scanagatti, le motivazioni che dovrebbero sostenere la variante del nuovo sindaco sono un copia-incolla delle motivazioni indicate dalla giunta Scanagatti. Ovvero: servizio per la parte ovest della città, coerenza con il PGT e fattibilità economico e tecnica. Con quest'ultima che addirittura marca visita. Ma andiamo con ordine.

Rendering coopCon la deliberazione n. 307 del 7 Novembre 2017 la giunta Allevi ha adottato il "Piano attuativo in via Solferino, via Marsala". Di cosa si tratta? Del progetto presentato nel luglio 2016 da Coop Lombardia s.c. e Fiorani s.r.l. per realizzare un nuovo supermercato e spazi polifunzionali nell'area dell'ex Cgs (leggi qui i dettagli). Progetto avviato dalla giunta di Roberto Scanagatti.

Rifiuti

Qualche giorno fa un giornalista ha chiesto all’assessore Sassoli a che punto fosse il contenzioso tra il Comune e la ditta Sangalli che la precedente Amministrazione ha provato a chiudere.

La risposta è stata: “Non è così, quello è stato un bluff elettorale dell'ex sindaco Scanagatti: non è stato stracciato l'accordo del 2015, ma si è solo dato incarico a un avvocato di valutare la rescissione di quel contratto. Cosa che non è stata fatta altrimenti Monza avrebbe subito dovuto ridare alla Sangalli 4,8 milioni già ricevuti, oltre ai soldi per i periodi successivi: circa 9 milioni e sarebbe stato insostenibile per il Comune. (…) L'appalto c'è e va rispettato fino alla fine, ma stiamo già pensando al bando del 2019. Vogliamo arrivare a un nuovo servizio che restituisca una città pulita, più vivibile e con un'innovativa gestione dei rifiuti.”

Dichiarazioni che, oltre a non corrispondere alla realtà, ci fanno scoprire alcuni dettagli interessanti.

Cominciamo dai fatti. Con la delibera del 30 maggio 2017 la giunta Scanagatti decide di “procedere alla risoluzione della scrittura privata sottoscritta in data 20.1.2015 e che al tal fine deve essere instaurato apposito giudizio avanti la magistratura competente.”

Funziona così: i contratti non si “stracciano”, ma si revocano secondo le regole.  Al legale non è stato richiesto quindi un parere, ma di procedere con la causa (leggi qui).

All’assessore questo non basta? Forse non sa – o finge di non sapere – che nel frattempo il Comune aveva provveduto a trattenere gli importi ritenuti indebitamente fatturati dalla Sangalli (all’epoca della delibera erano € 1.007.984,84 per somme versate in eccedenza a titolo di indicizzazione dei canoni, oltre ad € 192.390,51 per extrachilometraggio per il trasporto dei rifiuti fino all’impianto di Montello).

Il carteggio è voluminoso e può darsi che la Sassoli non abbia avuto il tempo di leggerselo tutto, altrimenti avrebbe evitato di incorrere in almeno due altre inesattezze, queste sì molto preoccupanti.

La prima, nel prendere le parti della Sangalli (sic!), si spinge ad affermare che il Comune dovrebbe restituire le somme già trattenute. E perché mai, se le inadempienze sono dell’impresa? Quindi significa che il Comune ha deciso di revocare l’incarico al legale e di soprassedere, dichiarandosi sconfitto prima ancora di giocare la partita? 

La seconda è ancora più inquietante: se la scadenza del contratto è fissata al 30 settembre 2018, perché l’assessore fissa la data del bando al 2019? Domande alle quali la Sassoli potrebbe non rispondere perché sulla stampa ci va lei ma, abbiamo scoperto, a occuparsi della faccenda è l’assessore Di Oreste. Almeno questo è quello che risulta dalla lettera che abbiamo acquisito dopo aver richiesto un accesso agli atti (leggi qui). Si tratta tutto sommato di una scelta che, seppur tardiva, mette una pezza ad una situazione altrimenti imbarazzante, considerato che all’epoca dell’affidamento dell’appalto alla Sangalli, Sassoli sedeva insieme a Maffè e Allevi in Giunta.

 

cherubina bertolaQual è la presenza dell'amministrazione monzese nel Consiglio Territoriale per l'Immigrazione? In città se lo chiede, per esempio, la consigliera democratica Cherubina Bertola, che attraverso una interrogazione ha avanzato la questione in consiglio comunale. “Il Consiglio Territoriale per l'Immigrazione – scrive Bertola – si è insediato presso la Prefettura a Monza da ormai 6 anni. È l'organo istituzionalmente preposto a favorire il confronto, la gestione delle informazioni, gli interventi e le problematiche relative ai fenomeni migratori che nella nostra Provincia hanno luogo”.

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