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shawn guidiCi dovremmo vergognare per ciò che è successo in Senato mercoledì scorso, ci dovremmo vergognare perchè le nostre istituzioni non hanno semplicemente voltato le spalle ai diritti dei cittadini, ma lo hanno fatto con gioia e festeggiamenti, immagini imbarazzanti che ci portano ancora una volta ad essere un paese scollegato dalla realtà.

Non centra essere di sinistra o destra, la battaglia del DDL Zan è una battaglia di civiltà. Riconoscere e tutelare tutti i cittadini sembra una frase scontata, ma abbiamo visto che così non è, neanche per certe forze politiche che si divertono a dipingersi progressiste, un continuo “greenwashing” da campagna elettorale che aveva superato il limite già da parecchio tempo. Interessi personali, ideologici o religiosi non possono mettere limiti alla libera espressione dell’essere umano, ancora di più se stiamo parlando delle persone che amiamo. Il DDL Zan va approvato senza annacquamenti, i cittadini LGBTQ+ esistono anche se vanno contro l’opinione di pochi, continueremo ad essere in prima linea per loro sia a livello locale come in quello nazionale.

Ma la battaglia non è per niente finita, non possiamo di certo tirarci indietro adesso. Proprio per questo motivo il PD Monza sostiene con forza l’iniziativa “Nessuno ci affossa!” organizzata da Rete Brianza Pride e Brianza Oltre l'Arcobaleno. L’appuntamento è per Sabato 30 Ottobre alle ore 18:15 in Piazza Trento e Trieste. Noi ci saremo, fianco a fianco ad associazioni, partiti e cittadini, per lottare ancora una volta per una Monza e un paese migliore. Non mancate!

 

- Shawn Guidi, responsabile comunicazione e diritti PD Monza

giuseppe bertolini
Esprimo un'opinione differente. Sono psicologo, psicoterapeuta, padre di famiglia, elettore (non sempre convinto) del PD. Il ddl Zan tocca punti di grande importanza per la vita civile di un paese. Alcuni di questi sono punti di grande complessità. Mi riferisco in particolare al tema dell'identità di genere e la sua coincidenza con la percezione di identità. E alle implicazioni previste dalla legge per chi esprime posizioni differenti su questo tema. Buona parte della società civile ha espresso, mi riferisco a chi lo ha fatto in modo serio e non pregiudiziale, domande di confronto, richieste di modifiche di alcune parti, proposte di un ulteriore spazio per un dibattito aperto.
Ho trovato diverse di queste posizioni comprensibili e ne ho condiviso il senso e la formulazione.
Non ho apprezzato invece quella che ho sentita come una vera chiusura dei proponenti, che mi è sembrata in parte "ideologica" (cosa che non penso debba succedere su temi profondi come questi) e in parte "poco riflettuta, poco pensata".
Con il senso che nessuno volesse correre il rischio di essere etichettato come omo o transfobo o simili, come mi sembra che sia spesso semplicisticame nte successo, per chi esprimeva pareri discordanti da alcuni punti del ddl.
Non un buon approccio, a mio avviso, per un tema di questa portata. Più congruente con lo stile del M5S soprattutto dei tempi iniziali. Non con quello che vorrei fosse lo stile di un grande e autorevole partito a vocazione sociale, come vorrei fosse (e spesso è) il PD.
Mi piacerebbe leggere altri pareri e riflessioni sul tema.
Grazie per l'ospitalità in questo spazio.
Giuseppe

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