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logo pdNel precedente articolo sul tema ho soprattutto ripreso una ricerca SWG del 9 Settembre 2018 (dopo la sconfitta elettorale del 4 Marzo 2018 e i primi 100 giorni del governo giallo-verde). Di quella ricerca io prendo:

  • Un enorme senso di insicurezza dei Cittadini: per esempio il 58% aveva paura per il proprio posto di lavoro (anche chi aveva un contratto di lavoro a tempo indeterminato)
  • Un impatto positivo delle elezioni del 4 Marzo sulla riduzione del senso di esclusione dei Cittadini: l’indice di disaffezione politica e istituzionale si era ridotto e l’atteggiamento verso la politica era migliorato, balzando dal 35%-36% al 42%
  • Le più importanti battaglie perse dalla Sinistra negli ultimi dieci anni erano considerate: lavoro, immigrazione, povertà
  • I fattori di rilancio del PD avrebbero dovuto essere:
    • Un atteggiamento di vicinanza alla gente comune, smarcandosi dall’abbraccio mortale dei “poteri forti” (il “partito delle banche” …)
    • La definizione chiara delle idee per le quali il Partito intendeva battersi

La mia personalissima sintesi di quel momento storico è: non eravamo più credibili agli occhi della gente comune e qualunque nostra proposta faceva persino fatica ad essere ascoltata.

Rispetto ad allora che bilancio faccio della politica nazionale del PD? Per me è positivo!

L’alleanza di governo con il M5S ci ha costretti ad una “contaminazione” con quel movimento, che io reputo anche positiva. Faccio tre esempi:

  1. Il Reddito di Cittadinanza ha mostrato tutti i suoi limiti nella parte delle politiche attive del lavoro ma come negare un impatto positivo sulla relazione tra Stato e fasce più povere della popolazione? Come non ricondurre questo provvedimento all’obiettivo primario di ridurre le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza? Chi potrebbe mai oggi a Sinistra negare la necessità di un reddito minimo per coloro che non hanno altre forme di sostentamento?
  2. L’atteggiamento del nostro Governo verso le Società concessionarie delle Autostrade. Non credo che saremmo stati così rigorosi e determinati se fossimo stati fuori dal governo giallo-rosso.
  3. La tenuta sociale durante la pandemia. Vi immaginate la tenuta di un governo presieduto da Matteo Renzi, ma anche da un esponente del PD, di fronte all’impatto sociale ed economico che la pandemia ha avuto sulla nostra Società?

Poi c’è la fondamentale vittoria riportata in Europa! Riprendo dalla relazione di Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale PD del 7 Settembre 2020: “Il Piano europeo per il post-Covid rappresenta probabilmente la novità politica più rilevante degli ultimi anni. Per l’Italia, questa svolta si traduce nell’opportunità di usufruire di 209 miliardi di euro: siamo il principale beneficiario delle nuove risorse. Abbiamo un’occasione storica per modernizzare il Paese e superare i problemi strutturali che hanno frenato per anni le nostre potenzialità. Se tutto questo è stato possibile, è anche perché noi – il PD – abbiamo agito con tutte le nostre forze per questo risultato. Non dimentichiamo che tra gli euroscettici c’era, fino all’altro ieri, anche il M5S. Averli ora dentro un progetto europeo è una nostra vittoria. Altro che forza politica inerte o al rimorchio di altri!”

Condivido ogni parola della frase di Zingaretti e condivido che tutto ciò non è piovuto dal cielo ma è stato il frutto di un lavoro politico in Italia e in Europa del Partito Democratico.

Il PD ha fatto tutto al meglio? Penso di no!

Il recente atteggiamento di Italia Viva ha messo in luce la possibilità di migliorare la prima formulazione del Recovery Plan elaborato, io credo, con il concorso fondamentale di personalità come il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri. A fronte delle sollecitazioni, però, il Recovery Plan è stato migliorato e questo è quello che conta.

Quanto al Mes, premetto che sono favorevole al suo utilizzo ma capiamo meglio di cosa si tratta con le parole di Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale PD del 23 Ottobre 2020 “Il Mes rappresenta un prestito a interessi più bassi rispetto a risorse che altrimenti dovremmo ricercare sul mercato. Il risparmio sugli interessi che si avrebbe con il Mes è di circa 300 milioni l’anno. Tre miliardi in dieci anni. Una cifra comunque significativa ma di questo si tratta.” Io credo che fare del Mes il pretesto per far cadere il Governo sia profondamente sbagliato, sia perché potrebbe mettere a repentaglio l’intero Recovery Fund, sia perché un aumento dei tassi di interesse sul debito pubblico italiano, dovuto all’instabilità politica, potrebbe costare anche più dei risparmi consentiti dal Mes.

La Governance del Recovery Plan poteva essere definita meglio e prima? Forse sì. Ma, attenzione alla complessità di questo argomento. Paolo Gentiloni, nell’intervista a Repubblica del 29 Dicembre 2020, ha sottolineato “Una volta definiti gli obiettivi, la vera sfida è l’esecuzione, come ha ricordato spesso Mario Draghi. È bene tener presente che il Recovery Fund non è una finanziaria bis per i prossimi 4-5 anni e non è neanche un fondo europeo come gli altri, che vengono spesi integralmente o meno. L’attuale operazione prevede che se non vengono raggiunti nei tempi stretti previsti gli obiettivi scritti nel piano, le erogazioni semestrali successive all’approvazione del piano saranno a rischio».

Ciò significa che all’Italia serve una governance capace di dotarsi di corsie preferenziali per superare le resistenze della burocrazia?

«Solo il Parlamento può creare queste corsie preferenziali e procedure straordinarie. Servono leggi. Nessuna autorità politica o tecnica può fare miracoli se non si sbloccano i colli di bottiglia sul piano normativo. Bruxelles ha chiesto chiarezza negli interlocutori sul piano: ogni governo si dia le strutture ad hoc che preferisce. Ciò che importa è che siano efficaci. Dal rispetto delle scadenze dipenderà l’erogazione di un bonifico che due volte all’anno da Bruxelles raggiungerà la Tesoreria italiana».

Oltre al Recovery Fund possiamo citare i temi ambientali e quelli relativi all’immigrazione come temi sui quali la politica del Partito Democratico mi sembra assolutamente positiva. Sono due aree tematiche sulle quali anche il militante di sinistra più critico verso il PD dovrebbe misurare la distanza che ci separa dalla destra italiana e mondiale.

Sull’ambiente sono state stanziate notevoli risorse economiche nelle leggi di Bilancio dello Stato italiano ma è soprattutto a livello europeo che si sono fatti i maggiori passi avanti:

  • il 30% degli investimenti finanziati dal bilancio settennale Ue 2021-2027 e dal piano di 750 miliardi di aiuti approvato dal Consiglio europeo sarà dedicato a progetti per combattere il cambiamento climatico
  • l’obiettivo “Zero emissioni” è stato fissato per il 2050

Infine l’Immigrazione, con il superamento dei Decreti “Insicurezza” di Salvini.

  • Ripristinato il diritto di asilo per ragioni umanitarie e riaperto le porte dell’accoglienza anche ai richiedenti asilo e non solo a quanti erano già riconosciuti come aventi diritto
  • Ristabilita la residenza anagrafica, senza la quale queste persone erano degli “invisibili” per amministratori e servizi pubblici
  • Ridefinito l’intero sistema di accoglienza con il SAI (Sistema Accoglienza Integrazione). Nella definizione delle funzioni che dovrà svolgere questo nuovo sistema, si è avuta particolare attenzione agli interventi mirati a promuovere un’effettiva integrazione delle persone accolte, inserendo ad esempio la convertibilità in permesso di lavoro di quello concesso per asilo. Si sono inoltre rafforzate le tutele di carattere socio assistenziale, con particolare attenzione al sostegno psicologico, una scelta significativa considerando il passato di sevizie fisiche e psicologiche che purtroppo accomuna molte delle persone prese in carico dal sistema di accoglienza. Si è anche deciso di tutelare i minori che, diventati diciottenni, uscivano dal sistema di accoglienza, prevedendo invece che possano continuare a seguire il percorso di accoglienza e inserimento senza “strappi” improvvisi.

Invito chi volesse approfondire l’argomento a seguire l’evento Facebook “IL NUOVO DECRETO IMMIGRAZIONE L'avevamo promesso, l'abbiamo fatto” disponibile all’indirizzo https://www.facebook.com/federazionepd.monzabrianza con Matteo Mauri tenuto il 13 Gennaio sulla pagina del PD Monza e Brianza.

In conclusione un Bilancio certo con qualche ombra ma nel complesso più che positivo, anche considerando l’eccezionale gravità e complessità della situazione che stiamo vivendo.

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