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longoCosa succede a Monza e attorno al mondo progressista e democratico? Alcune cose. Per agevolare puntualmente una visione panoramica degli accadimenti abbiamo pensato di raccontarvi in pillole la settimana appena trascorsa.
Buona lettura.

Questa è casa mia

La querelle Longo tiene banco sulla scena politica monzese. E non potrebbe essere altrimenti. Del resto, la vicenda è alquanto spiacevole. Riassumiamola.
Nell'ultimo incontro con le associazioni culturali in Comune LOngo battuto il pugno sul tavolo e ha alzato la voce, affermando: “Questa è casa mia! Qui comando io”.
Dopodiché si è trincerato dietro un comodo “no comment”. Già. L'assessore dice "Preferisco non commentare". Un ulteriore schiaffo alla città e alle associazioni che ha offeso, l'ennesima uscita di un assessore molto bravo a sorridere alle inaugurazioni ma totalmente assente quando si tratta di amministrare la città.

Noi ci chiediamo: perché non risponde a chi, come noi, chiede di chiarire il proprio comportamento durante quella riunione?
Perché, rispondendo alle domande della stampa, liquida tutto come "pettegolezzo" oppure come una risposta agli attacchi che ha subito(!?)?

Lo sa che, a causa del suo comportamento vergognoso, 7 associazioni culturali cittadine dichiarano di essere “state trattate, senza alcun motivo comprensibile, in modo offensivo e arrogante, come neppure questuanti inopportuni”?

Lo sa che, a causa del suo comportamento vergognoso, i rappresentanti di 7 associazioni culturali cittadine hanno “concordato di non partecipare a nessun evento in merito al #regicidio organizzato dall’assessorato”?

Quando intende chiedere scusa alle associazioni culturali cittadine e alla città per il suo comportamento vergognoso?

Famiglia tradizionale, ancora tu

Domenica 12 luglio è andato in scena l’ennesimo teatrino di chi vuole riportare il nostro paese al medioevo. All’insegna del format “Restiamo Liberi, in piedi contro la legge liberticida sull’omotransfobia” la macchina della propaganda della destra ha organizzato un flash mob contro il DDL #Zan sull’#omotransfobia.

Dopo aver aver cavalcato la crisi sanitaria ecco l’ennesima grande battaglia di chi tifa per un paese diviso, definire “liberticida” un disegno di legge che non va solamente a tutelare i cittadini #LGBTQ+, ma la dignità e la civiltà di tutti noi. Questa volta le sigle della galassia dell’intolleranza si sono inventate la scusa del bavaglio, della censura, parole a caso per una proposta che non va a limitare nessuna libertà se non quella di odiare il prossimo per l'orientamento sessuale. L’ennesima presa in giro per portare avanti un’agenda che non è mai stata tollerabile, figuriamoci nel 2020.

D’altronde è normale che a Monza si tollerino eventi del genere, la giunta Allevi ha sempre fatto l’occhiolino a certi ambienti, senza dimenticare l’assessore Arena che qualche giorno fa sentenziava di famiglia tradizionale dalla Russia di Putin. Se su tanti altri argomenti può esistere la mediazione e il compromesso, sui diritti civili non esiste dibattito, il PD Monza sarà sempre dalla parte dei cittadini, senza le distinzioni di chi parla di Italiani* mettendo asterischi ideologici e politici.

Ciao, Arianna

È venuta a mancare la nostra Arianna Cavicchioli, che ha retto l’organizzazione del PD lombardo in questo ultimo anno e mezzo.
Coraggio e tenacia sono le parole che più di ogni altra descrivono il modo con cui Arianna ha affrontato questi mesi, ha vissuto la sua grande passione politica e ha esercitato i tanti ruoli istituzionali, lungo tutto l’arco della vita.
Militante appassionata fin da giovanissima, protagonista della vita cittadina della sua amata Rho come Sindaca indimenticata, consigliera provinciale e regionale, dirigente di partito.
L’intera comunità delle democratiche e dei democratici lombardi si stringe intorno alla sua bellissima famiglia.
A ciascuno di noi l’impegno di coltivarne il ricordo e seguirne l’esempio.
Ciao Arianna, ci mancherai tantissimo.

Asfalti Brianza

Manifestazione sul campo lo scorso 12 luglio che ha visto in prima linea anche il segretario del PD Monza, Matteo Riamondi. Tante i partecipanti a Concorezzo per il presidio organizzato dal Comitato Di Quartiere S.Albino Monza insieme a tante realtà politiche della Brianza per sostenere i cittadini che da troppo tempo subiscono i miasmi (potenzialmente nocivi) di Asfalti Brianza, di cui abbiamo scritto in più riprese.

 

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