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roberto rampiIl rapporto tra il Partito Democratico e l’Europa è da sempre tra i principali argomenti principali di dibattito interno. La riflessione di Roberto Rampi ospitata sulle pagine di Democratica offre un ulteriore contributo al tema. Famiglia europea e nuovo protagonismo democratico, da dove si comincia?

“[…] Il tema che si pone oggi, a volte in maniera un po’ superficiale, rispetto alla lista aperta del PD per le europee, alla dicitura Siamo Europei e al suo significato, ai rapporti con nuove importanti realtà come quella rappresentata da Macron in Francia è quello di aprire una riflessione sul futuro del PSE e sulla nostra capacità di cogliere l’evidente momento di difficoltà dei Popolari Europei e lo spostamento a destra dei “liberali” dell’ALDE ed essere promotori e protagonisti di un vero processo culturale e politico europeo che dia una casa a tante donne e e uomini del campo progressista, alle culture liberali, ambientaliste, cristiano sociali, laiche, socialiste, radicali. Le stesse cultura che diedero vita al Partito Democratico e che troppo spesso vengono ridotte alle due numericamente più consistenti e ricondotte ad una filiera di appartenenze che ha sempre meno significato”.

“[…] Perché come l’Italia oggi rappresenta il fronte più avanzato di una destra demagogica, antidemocratica e che utilizza la tecnologia per ridurre invece che a crescere il reale coinvolgimento delle persone proprio dall’Italia può nascere una nuova proposta europea che risponda al bisogno di innovazione nelle forme e nella sostanza. E credo che dovremmo avere tutti il coraggio di affrontare questo percorso proprio dal confronto serio sui contenuti comuni del pensiero socialista e liberale”.

“[…] Dai diritti civili ai diritti dei migranti alle derive violente, reazionarie e repressive nel campo delle libertà individuali, nella cultura del diritto e delle tutele nel sistema penale, nei nuovi pericoli per la libertà che le evoluzioni tecnologiche ogni giorno vi pongono, in ultima analisi nel pericoloso scambio tra sicurezza e libertà o meglio tra rassicurazione dalle paure spesso appositamente indotte e cavalcate.
Protezione in cambio di una riduzione della libertà è il motto delle nuove destre, una libertà meno individualista è più comunitaria, capace di sostenere ed aiutare, proteggere non con la forza ma con la vicinanza. Un progetto politico che libera dal bisogno e libera con cultura come risposta anche al protezionismo sociale di matrice assistenziale. Un nuovo modello di sviluppo sostenibile per le persone e per il mondo che ci circonda”.

Leggi l’intero editoriale sul sito di Democratica.

 

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