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villa_mirabello Il Consiglio dei Ministri, lo scorso 9 ottobre, ha approvato la cosiddetta manovrina che servirà  a riportare il rapporto deficit PIL al 3 per cento, dunque entro i parametri europei.  Servivano 1,6 miliardi di euro che sono stati reperiti con i tagli ai ministeri e ai trasferimenti agli enti locali (1,1 mld) e con la vendita di immobili del Demanio dello Stato (500 milioni) alla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A..

Tra i nostri concittadini la notizia che tra i beni trasferiti dal Demanio alla Cassa Depositi e Prestiti ci fosse anche Villa Mirabellino ha destato, giustamente, molto scalpore e allarme.

Il PD di Monza è contrario alla svendita del patrimonio culturale nazionale per fare cassa ed è convinto che gli equilibri di bilancio non si salvino con le partite di giro.

Villa Mirabellino, già dallo scorso dicembre, era stata inserita dal Demanio in un progetto “Valore Paese-dimore d’Italia” descritto puntualmente sul sito:  www.agenziademanio.it e qui www.fondazionepatrimoniocomune.anci.it

Il progetto prevedeva sostanzialmente, per il Mirabellino, un futuro 'alberghiero'.

Scopo del progetto era quello di dar vita ad un nuovo sistema di ricettività alberghiera che si proponeva come “nodo di accoglienza dei flussi di domanda più sensibili alla fruizione dei beni culturali, mettendo a punto un programma imprenditoriale per la realizzazione di un network di strutture ricettive ubicate in edifici storici (innanzitutto di proprietà pubblica), integrati nei contesti locali e rispondenti a precisi standard di qualità”.

La notizia a suo tempo era passata invero abbastanza inosservata.

La perdurante crisi finanziaria del nostro Paese sembra però aver fatto cambiare idea al  Governo Letta che ha deciso di “vendere” a Cassa Depositi e Prestiti una serie di immobili demaniali, tra i quali anche il nostro Mirabellino, per un valore di circa 500 milioni di euro,.

CDP, una volta acquisita la proprietà, potrebbe anche alienare il bene, ma non per questo decadrebbero i vincoli urbanistici e di tutela che attualmente interessano il fabbricato: chi lo acquisterà dovrà comunque sottostare alle previsioni di tutela attualmente in essere.

E' giusto però rimanere attenti e vigili anche perché in questo Paese di scempi e offese al nostro patrimonio culturale ne abbiamo visti parecchi.

Il Partito Democratico cittadino aderisce alla mobilitazione per impedire la svendita e l'utilizzo improprio del Mirabellino. Tuttavia è bene individuare correttamente le responsabilità di questa situazione evitando forzature e letture distorte.

Infatti in città questa situazione è stata utilizzata strumentalmente per attaccare il Consorzio di gestione del Parco e della Villa Reale, ritenuto responsabile della paventata vendita del Mirabellino, quando, invece, è vittima di decisioni prese da altri.

La considerazione però non può fermarsi a livello locale. La vendita del patrimonio pubblico è un tema di politica nazionale. Come molti di voi ben sanno non condivido moltissime scelte fatte dal Governo Letta e queste sue azioni mi convincono ancora una volta della asfitticità delle proposte messe in campo per contrastare la crisi  economica. La s-vendita del patrimonio artistico nazionale per far cassa è l'ennesima dimostrazione della miopia della nostra classe dirigente nazionale.

Io credo che la sistemazione dei conti passi dal taglio degli sprechi, dalla riduzione delle pensioni d'oro, dalla rinuncia agli F-35, dalla reintroduzione dell’IMU per chi se la può permettere e, perché no, dalla  patrimoniale.

S-vendere la cosa pubblica, scaricando sui livelli locali i problemi di gestione politica delle scelte effettuate a livello nazionale, non è la soluzione.

Occorrerebbe una inversione di tendenza

Ma un Governo con il Centro Destra queste cose non le può fare...e non capisco quanto tempo ancora debba passare prima che questa cosa diventi chiara a tutti.

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