La domanda ricorrente che mi sono sentito rivolgere nei giorni dopo le elezioni è se fossi soddisfatto del risultato che il PD ha ottenuto a Monza, consistente in un paio di punti percentuali oltre la media brianzola.

Aldilà delle dichiarazioni dovute, vi dico che non è questa la piccola soddisfazione che ho avuto; per me essa è stata la non eccessiva perdita del PD a livello nazionale, cosa questa che ci permetterà di affrontare il congresso del prossimo autunno con voglia di futuro e speranza di crescere ancora.

Non sono particolarmente esperto di analisi di flussi elettorali, ma desidero portare all'attenzione un aspetto su cui poi poggiare qualche considerazione di natura politica; questo aspetto riguarda la cosiddetta polarizzazione del voto, ossia quanto i consensi siano distribuiti sul territorio piuttosto che concentrati. Distribuzione vuol dire propensione statistica alla crescita, concentrazione vuol dire propensione al calo di consensi; ebbene, la Lega Nord e l'Italia dei Valori hanno espanso il proprio consenso quasi ovunque, anche in zone tradizionalmente “nostre”, mentre noi ci siamo arroccati in Emilia Romagna e in Toscana e nemmeno in tutto il loro territorio; la tendenza che ci attende, secondo questo paradigma, è che i nostri consensi saranno ancora destinati a calare, quelli di altri a crescere.

Per quanto riguarda le dinamiche nazionali oso aggiungere solo l'augurio che il nostro partito sappia d'ora in avanti valorizzare tutte le proposte interessanti che sarà produrre, vecchie o nuove, e che sappia finalmente incamminarsi su una strada di chiarezza quanto ai contenuti della proposta politica e alla condivisione nel proporli da parte delle classi dirigenti nazionali e locali.

La perdita dei voti che abbiamo avuto in un solo anno deve essere un campanello d'allarme; penso sia l'ultimo, non so se ce ne stiamo rendendo conto. In un anno abbiamo creato un partito, sacrificato un leader, dato dimostrazione di idee e programmi poco chiari e di pesanti conflitti interni. Su questo siamo stati misurati e il risultato è davanti ai nostri occhi. Ora dipende solo da noi.

Spostando lo sguardo sul livello amministrativo, penso che qui invece siamo vittima di dinamiche perverse in base alle quali troppi cittadini hanno perso la capacità di valutare l'operato di un'Amministrazione e di riconfermarla o di preferire l'alternanza. Con questo non voglio sostenere che le nostre amministrazioni siano per definizioni sempre e comunque le migliori: sono fortemente convinto che il PD esprima una classe politico-amministrativa di valore alto e guardando la Brianza e la Lombardia sono mortificato nel vedere come il presidente uscente della Provincia di Lecco, Virginio Brivio, che ha operato in modo magistrale sia stato sconfitto al primo turno in modo secco. Così per tanti altri sindaci della Brianza. Si è in qualche modo sistematizzato la triste sconfitta di Michele Faglia di due anni fa. Su questo penso che le migliori menti del PD debbano proporre un percorso che ci faccia risalire la china.

Mercoledì sera avremo modo di confrontarci sui risultati elettorali e di scambiarci un po' di opinioni al riguardo.

 

Vi aspettiamo,

 

Paolo e la segreteria cittadina

 

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