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logo pdLa mia storia in politica inizia nel 1992 quando, con alcuni amici  a Monza, cercammo, con un certo successo, di salvare il volto sociale del cristianesimo democratico, male rappresentato e tradito dalla Democrazia Cristiana di allora.

In Consiglio Comunale ebbi  i primi confronti  con gli allora DS, con rapporti a volte positivi, a volte di scontro.

Divenni  poi “Popolare”, poi “Margherita”, poi “Ulivo”.

Quindi si parlò di fondare un partito nuovo che unisse le esperienze della Margherita e dei DS.

Sulle prime ebbi dei dubbi.  Perché rimuovere dalla sede i simboli della nostra tradizione? I busti di Moro e Grandi; la fotografia con dedica di De Gasperi?  Mi dissero che anche da parte DS si rinunciava, nella nuova sede,  ai ritratti di Gramsci, Togliatti, ecc.  Parlando poi  con amici a me vicini politicamente, venni convinto ad aderire al Partito Democratico come serio progetto per una forza politica progressista, in grado di governare il Paese.  In esso ho trovato amici vecchi e amici con provenienza diversa dalla mia.

Con molti nuovi amici (pardon: compagni ) trovai una consonanza di vedute quasi totale.  Con altri le divergenze furono accentuate, e la diaspora di oggi ne ritrova una gran parte..

All’inizio  la diffidenza  si sentiva.  E’ di quell’epoca una gustosa storiella: “ Se in una assemblea sono presenti 100 PD, se inizio con – cari amici - battono le mani in 30.  Se dico – cari compagni – battono  le mani in 70.  Se dico – cari democratici – non batte le mani nessuno.”

 Devo dire però che, se io conoscevo poco la storia del comunismo in Italia,  ho trovato, anche tra quelli  con i quali  mi intendevo meglio ad argomentare, una profonda non conoscenza del cattolicesimo democratico.

Varrebbe la pena di approfondire questi argomenti?  Un noto  aforisma dice che chi non conosce il proprio passato è destinato a ripeterne gli errori.

Comunque ora il Partito Democratico è la mia casa.  E lo è stata anche nei momenti più grigi come: la “ non vittoria” alle politiche del 2013, o la sciagurata bocciatura del referendum costituzionale del  4 dicembre scorso, oppure la polemica lacerante sulla legge elettorale in corso di approvazione.

Viva il PD !!!

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