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di Enrico Brambilla - Segretario Provinciale del Pd

referendum-2009

Il referendum del 21 e 22 giugno propone modifiche all'attuale legge elettorale (il cosiddetto "porcellum") con tre quesiti riguardanti l'attribuzione del premio di maggioranza alla camera ed al senato ed il divieto di candidature plurime.Così come a livello nazionale, anche il Partito Democratico di Monza e Brianza sostiene le ragioni del SI.Innanzitutto per ribadire la necessità che l'attuale pessima legge venga cambiata.

Quello delle candidature plurime è un malcostume che priva ancor di più i cittadini del potere di scegliere da chi farsi rappresentare, ci si candida in più collegi riservandosi poi la scelta per quale optare in caso di elezione contemporanea.

Gli altri due quesiti sono certamente più complessi in quanto spostano l'attribuzione del premio di maggioranza dalla coalizione vincente alla singola lista. Vanno quindi più in direzione di un bipartitismo anziché dell'attuale bipolarismo. Che costringe a mettere insieme coalizioni eterogenee pur di vincere: tanto vale allora tornare a sistemi proporzionali.

Si teme che col sistema che risulterebbe dalla vittoria del si venga eccessivamente rafforzato Berlusconi: è però evidente che la Lega a quel punto imporrebbe una modifica legislativa, pena il suo drastico ridimensionamento.

La vittoria del referendum non reintroduce le preferenze: ciò in quanto il referendum può essere solo abrogativo ma non propositivo.

Vale però quanto detto sopra: si tratta di spingere il parlamento a migliorare ulteriormente la legge. Una sconfitta pesante del referendum suonerebbe viceversa come definitiva validazione dell'attuale sistema: avanti con questo maggioritario imperfetto, con le liste bloccate e gli elettori beffati.

 

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